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Storia
Un circuito al passo con i tempi
Di Mauro Bonvecchio
Coppa delle Dolomiti si è arricchita di una nuova competizione e si propone sempre più come veicolo promozionale, senza dimenticare le esigenze dei veri protagonisti, gli atleti. Leggi tutto
COPPA DELLE DOLOMITI... SEMPRE PIU' MONDIALE
Di Mauro Bonvecchio
La Coppa delle Dolomiti vola sempre più in alto. Leggi tutto
LA STORIA DELLA COPPA DELLE DOLOMITI
Di Ugo Merlo
Fu nel 1993 che venne a Bruno Garzetti l’idea di un circuito di gare di sci alpinismo.Leggi tutto
LA MAGLIA ROSSA DEL LEADER ED UN MONTEPREMI PIÙ RICCO
Di Ugo Merlo
Quindici è il numero delle edizioni della Coppa delle Dolomiti, che dalla terza edizione ricorda Fabio Stedile. Leggi tutto
SEDICI ANNI, SEMBRA IERI E SIAMO A 7 GARE
Testo a cura di Ugo Merlo
Sembra ieri, ma sono passati sedici anni. Fu dopo un campionato italiano di sci alpinismo corso sulle nevi e tra le rocce del Brenta nel 1992 Leggi tutto
Un circuito al passo con i tempi
Coppa delle Dolomiti si è arricchita di una nuova competizione e si propone sempre più come veicolo promozionale, senza dimenticare le esigenze dei veri protagonisti, gli atleti
Nel 1993 le chiamavano le magnifiche cinque. Ora le gare che gravitano intorno alla Coppa delle Dolomiti sono addirittura undici, delle quali almeno quattro ogni anno esibiscono il passaporto internazionale. Dalla fantastica intuizione dell’allora responsabile sci alpinismo della Fisi trentina Bruno Garzetti ad un circuito che anno dopo anno si consolida, acquisisce prestigio ed è guardato con ammirazione in tutta Europa. Le magnifiche cinque erano esclusivamente “made in Trentino” e rispondevano al nome di Trofeo Corradini, Trofeo Pilati, Lagorai Cima d’Asta, Pizolada delle Dolomiti e Scialpinistica del Brenta. Ora la challenge ha allargato gli orizzonti, integrando comitati organizzatori della Lombardia, dell’Alto Adige e del Veneto.
La Coppa delle Dolomiti, che quest’anno raggiunge l’invidiabile traguardo delle diciotto edizioni, è un circuito in salute, che coinvolge gente di montagna, di poche parole ma assai concreta. E proprio la concretezza è il comune denominatore delle sfide che il circuito e i dirigenti delle singole manifestazioni ogni anno mettono in pista, cercando di perfezionarsi e con l’obiettivo di rimanere al passo con il tempo e con le esigenze sportive ed organizzative.
Nell’ottica di migliorare costantemente è assai significativa la decisione di variare il regolamento per l’assegnazione dei punteggi. L’allargamento delle competizioni da una parte ha creato tanto entusiasmo, ma dall’altra ha generato difficoltà fra i veri protagonisti, gli atleti. Non tutti possono permettersi di partecipare a tutte le gare, per questioni legate al tempo di cui dispongono, ma anche per la preparazione fisica che ciò richiederebbe. Trovatisi di fronte ad un bivio, ovvero se rendere biennali alcune competizioni oppure organizzarle ogni anno apportando qualche variante, è stata scelta la via più pratica, quella di modificare il regolamento. Anche se pare quasi obbligata per il futuro la scelta di creare un’alternanza fra le gare, perché il calendario dello sci alpinismo è sempre più intenso. E non è un caso che il direttore tecnico Franco Nicolini si sia ispirato ad una norma inventata dalla Formula Uno, che prevede la suddivisione del calendario in due fasce, all’interno delle quali è consentito agli atleti di scartare uno o due risultati.
Addetto stampa
www.pegasomedia.it
COPPA DELLE DOLOMITI... SEMPRE PIU' MONDIALE
di Mauro Bonvecchio
La Coppa delle Dolomiti vola sempre più in alto.
Il primo circuito in Italia di sci alpinismo per l’edizione 2009, la numero 17,
presenta ben 3 novità, a testimonianza della grande dinamicità del gruppo
e dei Comitati organizzatori.
Si tratta dell’apertura ad organizzazioni di province confinanti, dell’incremento
delle gare in calendario da 7 a 9 e, soprattutto, della decisione di dare vita
ad un minicircuito dedicato ai giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni,
intitolato a Fabio Stedile.
Il “ring”, creato con grande passione 17 anni fa da Bruno Garzetti, prende
il nome dalle Dolomiti, splendide montagne che si sviluppano
principalmente sul territorio trentino, ma che abbracciano anche altre regioni.
È per questo che il rinnovato direttivo ha deciso di allargare i propri
confini all’Alto Adige, al Veneto e alla Lombardia, per trasformare questo
evento in un “challenge” ancora più completo dal punto di vista tecnico e
di assoluto appeal paesaggistico, visti i teatri delle 9 competizioni.
La 17ª Coppa delle Dolomiti esordirà in Val Badia, con la prima edizione del
Tour de Sas, manifestazione ideata da Pio Canins, con l’intenzione di portare
lo sci alpinismo di livello nella patria del più bel gigante di Coppa del Mondo di sci alpino.
L’altra new entry altoatesina sarà il 2° Trofeo Marmotta, che si svolgerà in Val Martello
ed avrà validità come Campionato Italiano.
Per quanto riguarda la 15ª Sellaronda Skimarathon, che quest’anno si fregia
del titolo di prova di Coppa del Mondo a coppie, nel 2009 avrà “passaporto”
veneto, partendo da Arabba in virtù del principio di rotazione che
contraddistingue questa competizione.
Un po’ lombarda e un po’ trentina è invece la Scialpinistica dell’Adamello,
la più “esperta” kermesse della Coppa delle Dolomiti, visto che in marzo
taglierà il traguardo delle 49 edizioni.
Nel calendario non mancheranno poi le gare cult del circuito, manifestazioni
che hanno contribuito a far crescere la disciplina in provincia e in tutta
Italia, come la Lagorai Cima d’Asta in programma nel Tesino, la Pizolada delle
Dolomiti a Passo San Pellegrino e come la Ski Alp Race Dolomiti di Brenta a
Madonna di Campiglio, che quest’anno taglierà il traguardo delle 35 edizioni
ed avrà come sempre il compito di concludere la Coppa delle Dolomiti.
Verrà riproposta con grande entusiasmo la 5ª Ski Alp Val Rendena a Pinzolo,
mentre il 2009 saluterà la prima assoluta della Palaronda Ski Alp, organizzata dal
responsabile sci alpinismo del Comitato Trentino Mariano Lott, una gara ai
piedi delle Pale di San Martino, l’unico palcoscenico che mancava nel circuito,
ora più completo che mai.
La Coppa delle Dolomiti 2009 riparte dunque da un menù di 9 gare
decisamente attraente e dai protagonisti dell’edizione numero 16, ovvero il
vincitore Martin Riz, e atleti del calibro di Hansjorg Lunger, Mirco Mezzanotte,
Guido Giacomelli, Denis Trento ed ancora la dominatrice Orietta Calliari, Michela
Rizzi e Maddalena Wegher.
Un biglietto da visita di prestigio per un circuito in continua crescita e che quest’anno
propone un montepremi davvero interessante, visto che fra i concorrenti
sia maschili sia femminili che avranno concluso tutte le 9 gare in calendario,
verrà sorteggiato un super premio del valore di 1000 euro.
LA STORIA DELLA COPPA DELLE DOLOMITI
Di Ugo Merlo
Fu nel 1993 che venne a Bruno Garzetti l’idea di un circuito di gare di sci alpinismo. Garzetti era responsabile dello scialpinismo in seno al Comitato Trentino della FISI, assieme ai comitati delle gare storiche: Sci Alpinistica del Brenta, Pizolada Lagorai Cima d’Asta e Trofeo Pilati diede vita alla Coppa delle Dolomiti. Una idea geniale che fu subito un successo. Il merito va ascritto senza dubbio agli organizzatori capaci di valorizzare questo sport già allora in grande crescita ed esaltare quello che in Trentino è la montagna nella sua veste invernale. Un matrimonio felice tra sport e natura nella dimensione più suggestiva ed affascinate.
Un’idea vincente sviluppatasi nel fertile terreno di amanti della montagna e dello scialpinismo fondata sulla passione, che ha visto coinvolti e li vede coinvolti tuttora numerosi volontari, vera asse portante delle competizioni della Coppa delle Dolomiti. Sin dalla prima edizione vennero a gareggiare i più forti sci alpinisti italiani e stranieri. In Francia, terra dove lo sci alpinismo è più seguito dello sci alpino, vi erano il Raid Blanc, la Gran Defì e il Pierra Menta, in Italia alcune gare classiche, della Lombardia, Piemonte e della Valle d’Aosta dove si gareggiava con gli sci stretti da fondo.
Il mondo dello sci cambiava e anche nelle competizioni sci alpinistiche si registrò un forte evoluzione con il miglioramento e soprattutto l’alleggerimento dell’attrezzatura, sci larghi, scarponi alti rigidi simili a quelli della discesa, un po’ più sofisticati e attacchi versatili e sicuri. Fu così che la Coppa delle Dolomiti nel suo regolamento impose l’uso solo degli sci larghi anticipando i tempi ed incontrando il favore degli atleti. Sci larghi e scarponi rigidi significò anche migliorare le condizioni di sicurezza, soprattutto per la discesa diventata più tecnica. Un ulteriore sviluppo si ebbe con l’introduzione del tempo continuo. Partenza in linea e chi taglia il traguardo per primo è il vincitore.
Nella seconda edizione quella del 1994 la Coppa delle Dolomiti riconobbe alle donne la loro importanza in questo sport e venne istituita la classifica femminile. In un secondo momento nacquero le gare individuali, superando una “storica” regola dello scialpinismo dove si gareggiava solo in coppia o addirittura squadre da tre. Ora convivono gare individuali ed a coppie, a seconda delle scelte degli organizzatori, ma lo sci alpinismo si corre solo con tempo continuo e solo con gli sci larghi.
In questo settore molte aziende hanno investito in ricerca e sperimentazione ed il pacchetto sci attacchi scarponi è oggi affidabile e leggero per non dire superleggero. Parallelamente anche l’abbigliamento dedicato è diventato un mercato, di nicchia, ma assai interessante per le molte aziende alcune delle quali sono al fianco della Coppa delle Dolomiti.
Dal 1995 la Coppa delle Dolomiti è diventata “Memorial Fabio Stedile” ricordando l’alpinista di Aldeno caduto sul Cerro Torre nell’autunno del 1994. Sempre dal 1995 il circuito si è arricchito di due gare il Memorial Giampiero Cemin e la Sellaronda, cui va il record di iscritti essendo diventata una gara cult per gli appassionati di scialpinismo, che unisce al fascino dei Passi dolomiti la notturna.
La Coppa delle Dolomiti annovera nel suo Albo d’Oro i più bei nomi del panorama internazionale di questo sport e prosegue nel solco della sua tradizione con la consapevolezza di essere stata e di essere ancora un grande prestigioso circuito internazionale.
Lo sci alpinismo agonistico è però anche sfida con se stessi ed un modo, un po’ di corsa, di godere il fascino e la bellezza della montagna nella sua dimensione invernale, che regala rare ed indimenticabili emozioni.
SEDICI ANNI, SEMBRA IERI E SIAMO A 7 GARE
Di Ugo Merlo
Sembra ieri, ma sono passati sedici anni. Fu dopo un campionato italiano di sci alpinismo corso sulle nevi e tra le rocce del Brenta nel 1992, che il responsabile dello sci alpinismo del Comitato FISI del Trentino, Bruno Garzetti, in collaborazione con i comitati organizzatori delle gare di allora, diede vita al circuito della Coppa delle Dolomiti. Fu un intuizione straordinaria. In pratica quello fu il primo circuito in Italia, che introdusse delle novità rivoluzionarie per quanto riguardava le gare fatte con gli sci da alpinismo. Garzetti ed i comitati non realizzarono solo il circuito, ma introdussero delle interessanti novità nei regolamenti. Vi è da premettere che in Trentino gli sci larghi da sci alpinismo erano ormai una realtà, mentre in altre parti delle Api si gareggiava nelle competizioni sci alpinistiche sia con gli sci larghi, scarponi “alpinistici”, che con gli sci stretti da fondo e l’attrezzatura leggera. Da noi si decise con intelligenza di non permettere di correre nelle sci alpinistiche con gli sci stretti, ma solo con quelli larghi. Dopo qualche anno ci fu un adeguamento in tutte le gare. Nel 1993, quando partì la prima edizione della Coppa delle Dolomiti, non ancora dedicata a Fabio Stedile, che lavorava nell’organizzazione della sci alpinistica del Brenta, ci fu un altro grande passo avanti che vale la pena ricordare. Sino ad allora le gare si correvano spesso con la denominazione Rally. Le classifiche venivano stilate compensando i tempi della discesa con quelli della salita. Si usava la famosa formula Lazzeri, un lavoro lungo e complicato, vero cruccio dei cronometristi, costretti ad un lavoro post gara lunghissimo. Bruno Garzetti ebbe il coraggio di dare un taglio netto e di far disputare le gare a tempo continuo. Fu una svolta che fece tendenza ed oggi le gare di sci alpinismo sono tutte a tempo continuo. Qualche anno dopo venne introdotta un’altra novità quella delle gare in singolo. Prima lo sci alpinismo si correva solo in coppia, o come in certe grandi gare come il Trofeo Mezzalama e svizzera Patrouil de Glacier in squadre da tre elementi. La gara in singolo esalta l’atleta togliendo però due elementi. Il primo riguarda la sicurezza degli atleti. Infatti, l’andare in due legati in corda costituiva e lo è ancora in certe gare, una garanzia di sicurezza in caso di problemi ad un concorrente. Questo è venuto meno data la disponibilità dei mezzi che permettono di dare assistenza ai concorrenti rapidamente. Solo in caso di maltempo si possono verificare situazioni dove è importante essere in due ad alcune manifestazioni hanno mantenuto anche oggi questa caratteristiche. Inoltre il gareggiare in coppia introduce un elemento agonistico, che richiede tra i due compagni di squadra un equilibrio atletico e tecnico. I due sciatori alpinisti debbono adeguarsi al ritmo di quello che va meno veloce. Così i pronostici si fanno più incerti e le gare in coppia restano sempre quelle più belle. Quest’anno la Coppa delle Dolomiti numero 16 vede venir meno due gare il Memorial Giampiero Cemin ed il Trofeo Michele Cestari, che ereditò il testimone dopo 50 gloriose edizioni dal Trofeo Marcello Pilati. Mi auguro di vedere ancora e quanto prima queste due manifestazioni nel calendario della Coppa delle Dolomiti, mentre saluto con soddisfazione e piacere l’ingresso delle 3 nuove entrate. Si tratta della Sgabanada il primo Vertical delle Dolomiti, organizzata dalla Polisportiva Vermiglio, della Ski Alp Val Rendena, con un itinerario di grande fascino ed all’altezza del nostro bel circuito sullo sfondo delle Dolomiti di Brenta, organizzato dall’Alpin Go Val Rendena . La terza gara entrata quest’anno è l’Adamello Ski Raid, alla sua seconda edizione. Questa competizione il cui tracciato si sviluppa tra Trentino e Lombardia ha, oltre al grande valore agonistico, con un tracciato lungo 42 chilometri e con quasi 8000 metri di dislivello complessivi, un valore storico. La gara dell’Adamello ripercorre i luoghi dove si combatterono durante la Prima Guerra Mondiale epiche e cruente battaglie. In questo modo lo sci alpinismo può anche lanciare un importante messaggio di pace.
LA MAGLIA ROSSA DEL LEADER ED UN MONTEPREMI PIÙ RICCO
Di Ugo Merlo
Quindici è il numero delle edizioni della Coppa delle Dolomiti, che dalla terza edizione ricorda Fabio Stedile. In quindici anni lo sci alpinismo ha subito quel processo di trasformazione ed evoluzione, comune a tutta la società italiana ed occidentale in generale. In più il clima ci sta mettendo del suo creando qualche pro-blema agli organizzatori, sempre bravi ed impeccabili, nella Dolomiti. E questa bravura aiutata dalle splen-dide montagne del Trentino, siano esse Lagorai o Dolomiti è testimonianza del fatto che le gare, eventi spor-tivi fatti per divertire vivendo la montagna nella sua dimensione agonistica, si sono sempre svolte in condi-zioni di massima sicurezza. L'edizione numero quindici della Coppa delle Dolomiti Memorial Fabio Stedile si presenta con qualche importante novità, che vogliamo qui evidenziare.
La prima è quella della maglia rossa del leader. Si perché, quest'anno il comitato organizzatore ha voluto contraddistinguere il leader della Coppa con una maglia. Un po' come avviene per le gare di uno sport, spesso praticato l'estate dagli sci alpinisti, il ciclismo. Non siamo certo il Giro d'Italia o il Tour de France, ma il nostro presidente onorario, appassionato di sci alpinismo e testimonial di questo meraviglioso sport è un ciclista di prima grandezza l'ex iridato Maurizio Fondriest. Ragionando con lui si è pensato a questa maglia che sarà indossata dal primo e dalla prima della classifica provvisoria.
Altra novità è il montepremi, che grazie all'intervento di molte aziende che credono ed amano questo sport, quali la Haglofs, la Tata e tanti altri è stato aumentato considerevolmente per i primi tre della classifica finale della Coppa delle Dolomiti. Un raddoppio netto, che vedrà assegnati 2.000 € al vincitore, 1.300 € al secondo e 900 € al terzo. Anche per le donne il montepremi è aumentato con 1.000 € alla vincitrice, 600 € alla seconda, e 400 € alla terza. Ma accanto a questi premi in denaro ci saranno forniti dalla Haglofs dei capi d'abbigliamento e dei gadget che saranno assegnati ad ogni gara con il criterio dell'estrazione.
Ultima novità il sito www.coppadelledolomiti.it, che sarà curato dal nostro Massimo Nicolodi, un amico appassionato. Il sito sarà aggiornato con le classifiche di ogni gara e della Coppa delle Dolomiti in tempo re-ale. Inoltre sul sito saranno disponibili immagini e filmati delle gare. Saranno disponibili sempre sul sito i trac-ciati delle gare, che gli sci alpinisti non agonisti potranno andare a rifare guidati dalla traccia del satellitare.
Una considerazione va fatta sull'evoluzione dello sci alpinismo, che speriamo diventi presto sport olimpico, abbiamo perso l'occasione di Torino 2006.
La Dolomiti ha sempre ospitato, i campionati italiani o singoli o a coppie. La crescita ci ha portati ad avere anche quest'anno, dopo la positiva esperienza del 2006, nonostante la nevicata, della Lagorai Cima d'Asta, (nel 2003 già Coppa Europa) una gara mondiale. La Coppa delle Dolomiti, infatti, si chiuderà con la Sci Alpinistica del Brenta prova valida per la Coppa del Mondo di sci alpinismo individuale, che si concluderà proprio sulle nevi campigliane.



















