You are hereBlog / blog di max / Coppa Dolomiti 2010, quante storie da raccontare

Coppa Dolomiti 2010, quante storie da raccontare


Va in archivio l'edizione numero diciotto, vinta dal valtellinese Guido Giacomelli e dalla nonesa Maddalena Wegher

Grinta, muscoli e nervi saldi. E poi ancora preparazione atletica e resistenza. Sono queste le doti dei campioni dello scialpinismo che hanno dato vita ad un'emozionante cavalcata di 9 tappe nella diciottesima edizione della Coppa delle Dolomiti.

Alla fine la classifica ha sorriso al forte atleta Valtellinese Guido Giacomelli in campo maschile e a Maddalena Wegher, atleta della Val di Non, in quello femminile, che scalzano, dopo due anni di dominio incontrastato, Martin Riz e Orietta Caliari. Una sfida tirata fino all'ultimo, soprattutto in campo femminile, con la Wegher che ha dovuto vedersela fino all'ultimo con Sabrina Zanon e poi l'ha battuta al fotofinish con soli due punti di vantaggio, 482 a 480.

«È stata un’edizione particolarmente combattuta – ha sottolineato il segretario generale Alberto Stedile – e il nuovo regolamento che abbiamo adottato, che prevedeva due fasi con due modalità diverse di scarto di risultati, è sicuramente da riproporre. Rispetto agli anni scorsi infatti si è deciso tutto all’ultima gara, un aspetto che ha reso più incerto e combattuto il circuito. Avere un vincitore del calibro di Guido Giacomelli, così pure come quello di Maddalena Wegher da sicuramente lustro alla Coppa delle Dolomiti, senza dimenticare la classifica giovani che sta particolarmente a cuore al direttivo del circuito».

Ma, al di là del risultato sportivo in sé, sono tanti gli spunti e le storie da raccontare di questa Coppa delle Dolomiti.

Una competizione giunta alla propria maturità, non solo dal punto di vista anagrafico, ma anche sotto il profilo tecnico e della partecipazione di atleti di livello, sempre più numerosi, nonché dell'eco che questa kermesse sta suscitando non solo all'interno del mondo degli appassionati di scialpinismo. Le nove tappe di quest'anno, che hanno annoverato alcune fra le più conosciute località sciistiche delle Dolomiti, da Madonna di Campiglio a Pinzolo, da San Martino di Castrozza a Canazei, alla Val Badia, stanno a testimoniare del prestigio che questa manifestazione si sta conquistando, come anche il progressivo spazio che essa ha saputo ritagliarsi sui media nazionali. In questo caso sono assolutamente da citare, accanto ai molti passaggi nei tg regionali e nei circuiti di emittenti private, le varie puntate del magazine Icarus, in onda su Sky, dedicate alla competizione. Un viaggio alla scoperta del mondo dello sci alpinismo, uno sport in continua evoluzione che oggi ha raggiunto la sua massima espressione con la Coppa delle Dolomiti, attraverso le gare Sellaronda Skimarathon, Lagorai Cima d’Asta, Trofeo Marmotta e Ski Alp Race Dolomiti di Brenta, più un servizio dedicato interamente alla seconda edizione del Palaronda Ski Alp, inserito all’interno della sesta puntata di «Icarus – Alla ricerca del Limite», diffusa da Sky Sport.

E poi, ci sono loro, gli atleti, con il loro impegno e i loro sentimenti. Viene in mente Martin Riz, dominatore delle ultime due edizioni e scampato a dicembre ad una valanga mortale che si è portata via i suoi amici, volontari del Soccorso Alpino. Un campione svuotato da questa tragedia che, nella gara di San Leonardo in Badia, il Tour de Sas, al cospetto di quelle montagne teatro del dramma, non ha saputo proseguire la gara, dimostrando così prima ancora che il suo valore di atleta, il suo dolore di uomo.

Ci sono storie di sport come quella di Ivo Zulian, che ha inseguito questa Coppa delle Dolomiti fin dalla prima gara, con grinta e determinazione, arrivando sempre ad un passo dalla vittoria ed ottenendola solo nella penultima gara, con l'arrivo assieme a Reichegger, mano nella mano, dopo una prova entusiasmante nel vento di San Martino di Castrozza.

Ci sono storie, ancora, come quella di Bice Bones, non più una ragazzina, che corre ancora con quella voglia e con quella grinta di cui solo i giovani sembrano capaci.

Storie, infine, come quella di Guido Giacomelli, un leone che ha fatto il pigliatutto nelle prime gara e poi non si è arreso a quel ginocchio che da tempo gli dà da penare, correndo il Palaronda in condizioni fisiche precarie, per non mollare la testa della classifica di Coppa che poi è riuscito a portare a casa con grande caparbietà.

Ci sono le storie di giovani, fra i quali, in particolar modo nella categoria cadetti, c’è stato un incremento di partecipazione e sui quali l'organizzazione intende investire ancora. La Coppa delle Dolomiti, da due anni ha istituito una challenge dedicata proprio agli under 18 e intitolata a Fabio Stedile. I nuovi campioni rispondono al nome di Mirko Ferrari ed Elisa Antiga (entrambi del Brenta Team) fra i cadetti, quindi Silvano Frattino dello sci club Valcellina e Stefania Casari della Cauriol fra gli junior.

Nonostante poi il nuovo regolamento del circuito sia riuscito a non obbligare i partecipanti a prendere parte a tutte le nove gare, ci sono stati degli stakanovisti e in particolar modo Ivan Antiga del Brenta Team che ha concluso tutte le nove competizioni. Ad otto gare su nove hanno poi partecipato Maddalena Wegher e Sabrina Zanon, ed altri sette atleti della categoria senior maschile, fra i quali anche il secondo classificato Ivo Zulian.

Parlando infine di numeri, al circuito hanno partecipato 1850 atleti, 9 le gare disputate, 4 quelle riservate ai giovani, 4 le regioni coinvolte nel circuito: Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia.

«L’anno prossimo – spiega Alberto Stedile – la Coppa delle Dolomiti punterà ancora di più sui giovani. Su ferma volontà del nostro presidente Mario Malossini e con l’esperienza del direttore tecnico Franco Nicolini studieremo alcune nuove formule per sostenere i giovani e per incentivare la crescita del movimento under 18, che è il futuro dello sci alpinismo. Si potrebbe pensare di allargare il montepremi e altre iniziative di marketing, magari con la Coppa delle Dolomiti che sponsorizzi o faccia da tramite con qualche sponsor per sostenere l’attività di squadre agonistiche giovanili. Ci ragioneremo nei prossimi mesi».